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 Area per l’Educazione l’Istruzione e la Formazione

 

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PERCORSO FORMATIVO AS 2010/2011

DELL' AREA ANTROPOLOGICA, UMANISTICA ED ARTISTICA

Direttore: Prof. Alessandro Bertirotti

Titolo del corso

Disagio giovanile, bullismo e criminalità minorile.

Studio del fenomeno e aspetti preventivi

 

Tema: Il Corso che si propone intende analizzare e verificare l’attuazione di un approccio multidisciplinare al problema del bullismo negli ambienti sociali della prima infanzia. La base epistemologica del progetto risiede nella convinzione che l’apprendimento umano si fonda su un processo ciclico di prassi-riflessione-prassi. Kurt Lewin sostiene che “non si può comprendere una situazione se non si prova a cambiarla”, e tale assunto assume particolare importanza secondo l’approccio proposto, perché ci si pone nelle condizioni di sperimentare sul campo le trasformazioni sociali ed organizzative cui va incontro la cultura italiana. La distanza tra soggetto ed oggetto non è così definita come nella ricerca tradizionale, ed in ottica antropologico-mentale appare evidente che la formazione della cultura avvenga attraverso il concetto di incontro. Da un punto di vista teorico, l’oggetto dell’analisi-studio, il comportamento deviato, diventa un co-soggetto che lavora alla pari con il ricercatore. Questo approccio multifattoriale non fornisce una fotografia fredda del contesto in cui opera, ma avvia dinamiche di soluzione dei problemi. Si mettono così in luce le potenzialità latenti ed inespresse di persone, istituzioni o gruppi. In quest’ottica, gli strumenti tradizionali della ricerca sociale (interviste, focus group, questionari, etc.) sono proposte operative per la trasmissione di messaggi, perché coniugano meccanismi di azione con l’acquisizione di conoscenze. La Giornata di Studio evidenzia dunque quanto le ipotesi di intervento non sono mai stabilite in modo rigido, ma si definiscono e si modificano parallelamente al calarsi del terapeuta nell’ambiente oggetto dell’intervento.

 2. Finalità

La Giornata di Studio si prefigge lo scopo di far acquisire una serie di conoscenze in tema di analisi del fenomeno criminalità minorile e bande giovanili; alcune abilità pratiche in tema di studio dei dati e interventi preventivi e sviluppare alcune capacità relazionali in tema di approcci, consulenze e progetti sul singolo, sulle famiglie e sui gruppi scuola e comunità.

3. Obiettivi

Informare, sensibilizzare, formare e mobilitare docenti e genitori, ragazzi riguardo al fenomeno sempre più preoccupante del bullismo. Creare alleanze tra operatori educativi e famiglie (genitori e ragazzi) al fine di costruire percorsi formali ed informali di democrazia partecipata (il vero antidoto alle dinamiche relazionali alterate proprie del bullismo). Accrescere negli operatori, nei ragazzi e nei genitori la consapevolezza circa le dinamiche psicologiche e socio-culturali che sono alla base di fenomeni come il bullismo in diverse situazioni sociali, come il teppismo negli stadi, il nonnismo ed il comportamento da branco. Sviluppare nei ragazzi una miglior conoscenza di sé e delle proprie emozioni, durante la crisi adolescenziale e in un momento culturale particolarmente caotico e confuso. Rivalutare e sviluppare la presa di coscienza negli adolescenti del ruolo genitoriale (paterno e materno), come effettivo veicolo per l’affermazione di un modus operandi, che tenga conto dei valori etici e morali trasmessi dalla tradizione, e, nello stesso tempo, permetta di aprirsi al nuovo ed al creativo, tipico delle nuove generazioni. Promuovere negli utenti comportamenti positivi ispirati a valori come l’amicizia, la solidarietà, la comprensione e il rispetto reciproci, la responsabilità verso se stessi, la collettività e l’ambiente. Attivare meccanismi relazionali, finalizzati alla realizzazione di una comunità fondata sul rispetto reciproco, sul rifiuto di qualsiasi forma di costrizione, sopraffazione e violenza e sulla difesa dei più deboli. Ripristinare un immaginario ricco, positivo e creativo, mediante l’utilizzo di giochi di relazione, narrazioni mitiche e storiche, drammatizzazioni, etc.

 

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Titolo del corso

Partire dall'affettività per giungere alla maternità e paternità consapevole

 

    Tema: La dimensione genitoriale affettiva è di fondamentale importanza durante gli anni di scolarizzazione. Quando si parla di affettività è necessario fare riferimento ad una ampia gamma di fattori vincolanti e decisivi: elementi del contesto emotivo e relazionale, la coppia genitoriale, il contesto familiare e relazionale, il contesto socio-sanitario, il background culturale della famiglia. Tutti interagiscono in un equilibrio in cui benessere fisico e psicologico non dovrebbero essere disgiunti. Solo in quest’ottica la scuola può promuovere il benessere delle persone, nelle loro relazioni affettive significative. Questa Giornata di Studio rappresenta uno strumento utile per chi lavora in ambito educativo, perché si cerca di analizzare i vissuti psicologici ed emotivi che il concepimento, l’attesa, la nascita di un bambino e il suo successivo accudimento comportano nei genitori e nel loro contesto relazionale.

 2. Finalità

La Giornata di Studio mira a formulare una propedeutica per progettare, gestire e valutare i disegni operativi per un sostegno alla genitorialità, dalla gravidanza alla prima infanzia. In secondo luogo, si cerca di fornire i primi strumenti professionali di uso individuale e di gruppo, capaci di sostenere e affiancare l’evoluzione della relazione adulti-bambini.

 3. Obiettivi

Informare, sensibilizzare, formare e mobilitare docenti e genitori riguardo alla dimensione genitoriale delle relazioni affettive, perché essa è vincolante l’intero sviluppo cognitivo individuale e relazionale di ogni persona. Creare alleanze tra operatori educativi e famiglie (genitori e ragazzi) al fine di costruire percorsi formali ed informali di educazione condivisa seguendo gli stessi e comuni obiettivi. Accrescere negli operatori e nei genitori la consapevolezza circa le dinamiche psicologiche e socio-culturali che sono alla base del sentimento di sicurezza personale, di autostima e successo professionale.

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Titolo del corso 

Pensare, decidere e risolvere per sviluppare le life skills

 

     Tema: Tutti possiamo essere più o meno resilienti. La Resilienza è la capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne rinforzati o, addirittura, trasformati (Grotberg, 1996). Essa è una possibilità presente nella natura umana, ma che non sempre si mette in atto ed anche quando a volte si attiva non sempre genera situazioni positive. Si tratta di una ancora misteriosa possibilità che si radica però nello sviluppo ontogenetico di ogni persona e condivide elementi tipici dell’evoluzione della Specie Homo Sapiens sapiens. Si presenta, nello sviluppo dell’individuo, quasi intuitivamente durante l’infanzia, si trasforma in azioni volitive e deliberate durante l’adolescenza, per strutturarsi appieno durante l’età adulta. Vi sono condizioni esistenziali che, patrimonio universale della dimensione antropologica umana, possono favorire e stimolare la formazione di atteggiamenti resilienti, e queste condizioni possono dunque fare parte di un processo di intervento preventivo. La Mente, che secondo l’Antropologia della Mente, comprende tanto il corpo quanto la relazione di entrambi con il mondo, sono i tre ingredienti base del benessere di un individuo, costituendone un ruolo cruciale nella salute mentale. Quando la vita di relazione è compromessa in seguito ad un analfabetismo emotivo, siamo in presenza di alessitimia, che è l’incapacità a trovare i termini giusti atti ad esprimere i propri sentimenti. In questi casi, siamo in presenza di individui che utilizzano una terminologia tipica dell’agire per dire ciò che provano, per eliminare possibili conflitti. Essi si preoccupano più di avvenimenti esteriori al posto di quelli interiori, e forniscono descrizioni dettagliate e noiosissime di eventi marginali, senza il minimo riferimento alle proprie reazioni emotive. Resilienza ed Alessitimia possono stimolare l’assunzione di comportamenti simili, a volte persino identici, ma sono invece caratterizzate da riferimenti antropologico-mentali ed evolutivi diametralmente opposti. Il resiliente stabilisce un contatto cognitivo con le proprie emozioni per trasformare la fatica un risultato, mentre l’alessitimico raggiunge le mete sociali a scapito del sociale stesso e delle proprie emozioni

2. Finalità

La giornata di studio si prefigge lo scopo di fornire ai professionisti dell’educazione pubblica e privata parificata alcune conoscenze propedeutiche sui metodi di intervento preventivi che stimolino la resilienza

3. Obiettivi

La giornata di studio è rivolta ai docenti di ogni ordine e grado, al fine di far conoscere l’importanza dei fattori resilienti che possono rivelarsi come una vera e propria profilassi emozionale, veicolando la dimensione cognitiva dello sviluppo in età evolutiva oppure dell’età adulta.

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I Corsi di Formazione sono destinati ai Docenti, Dirigenti scolastici e personale A.T.A. delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado.

Autorizzati dal M.I.U.R. ai sensi della Direttiva n. 90/2003

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